lunedì 26 gennaio 2009

LA COMPAGNA DI VITA E DI MORTE DEL FUHRER: EVA BRAUN

Dopo la morte di Geli Hitler non amò mai più una donna. Ne frequentò molte altre, tutte fatte come piacevano a lui: giovani, slanciate e attraenti, ma nessuna sostituì mai il suo amore perduto. Negli anni ’30 ebbe relazioni con molte giovani donne, ivi comprese diverse sue segretarie e alcune consorti dei gerarchi del Reich; voci dell’ epoca dicono anche che il Führer diede un figlio ad una di esse; visse anche delle normali gelosie per queste sue amanti. Tra queste numerose ragazze, però, ve ne fu solo una che negli anni assunse un ruolo importante nella vita privata del Führer: si chiamava Eva Braun.

Eva era una ragazza molto più giovane di Hitler, proveniente da una famiglia piccolo borghese. Era un' assistente del laboratorio fotografico di un amico intimo del Führer, Heinrich Hoffmann. Si innamorò subito e completamente di Hitler. Suo padre, nazista non fanatico, non era contento della relazione che la sua giovane figlia iniziò con il ben più anziano Hitler, ma, ovviamente, il suo parere aveva un peso trascurabile.




La Braun fu durante tutti i dodici anni di regime nazista l' amante di Hitler; Eva, però, era un' amante segreta, tenuta nascosta dal mondo, segregata da tutto e da tutti; nel 1945, dopo dodici anni da amante del Führer, solo pochi eletti sapevano della sua esistenza.

Hitler, diventato un' icona per tutte le donne del Reich, teneva a dare un' immagine di sé quale uomo libero che pensa solo all' enorme peso di portare sulle spalle il destino del suo popolo. Eva moriva di gelosia e per ben due volte tentò il suicidio.

Hitler, allora, ordinò di portarla, sempre segretamente, al Berghof e di tenerla strettamente sotto controllo. Anche lì il suo peso sulle decisioni, anche su quelle quotidiane, era nullo, nonostante fosse l' amante di Hitler. Era Borrman il vero boss di Obersalzberg e Eva doveva sottostare in silenzio.



Ma, in fondo, non le importava: tutte le sue giornate, fatte di letture scadenti, film noiosi, sport, cura del corpo, ballo (disprezzato da Hitler) e aria aperta, non erano altro che una continua attesa del ritorno dell' uomo che aveva un ascendente totale su di lei e su gran parte dei tedeschi.

Era così poco considerata che non potè nemmeno evitare l' esecuzione del marito di sua sorella. Hitler la vedeva di fatto solo come una giovane attraente, e per nulla intelligente, su cui sfogare i suoi istinti sessuali; va però precisato che negli anni finì per affezionarvisi.



Eva, in effetti, era una donna ordinaria e, in molti sensi, banale; l' architetto del Reich Speer ne parlò così allo storico Trevor-Roper "Eva Braun sarà sempre una delusione per tutti gli storici", al che lo storico rispose “Come pure per coloro che leggono la storia”.

Personalmente non sono d' accordo con questa valutazione: Eva era sì una persona estremamente semplice che non nascondeva alcun segreto, se non quello della sua stessa esistenza. Lei, la donna che rimase al fianco di Hitler fino alla fine e che coronò il suo sogno di sposarlo poche ore prima del loro suicidio nel bunker della Cancelleria di Berlino, la donna che sull' atto di matrimonio firmò Eva, scrisse la B di Braun, la cancellò e scrisse orgogliosamente Hitler, Eva Hitler; lei, l' amante segreta, triste e solitaria del Führer, era una donna dalla personalità anonima.


Ma Eva Braun rappresenta un esempio unico dell' attrazione magnetica che Hitler esercitava sugli uomini e sulle donne del Terzo Reich, e questo la rende molto interessante per chi studia la storia della Germania nazista.



Alcune immagini di Adolf Hitler e sua moglie Eva Braun al Berghof
(a colori)




Eva Braun. . . Una vita







Eva Braun Viaggio in Italia (1941)



foto di Eva Braun





Adolf Hitler,Albert Speer e Eva Braun




Ritratto di Eva: autore Adolf Hitler

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